Giustizia teorica e realtà italiana

PREMESSA

Io mi sono convinto che se in Italia si ha la sfortuna di aver bisogno del nostro sistema giudiziario, bisogna veramente sperare in un gran colpo di fortuna nel trovare da questo una risposta accettabile nel merito e nei tempi.

E’ triste dover affermare queste cose in premessa, specialmente per chi, come me, ha sempre creduto nello Stato e nelle Istituzioni fra cui, ovviamente, il sistema giudiziario. Vi posso però garantire, a meno per quanto riguarda la mia esperienza, che a volte la nostra giustizia è veramente una grande delusione.

Preciso in modo netto e chiaro, a scanso di equivoci e/o male interpretazioni, che quello che io affermo non è un’accusa in generale né a qualcuno in particolare, ma solo l’espressione del mio libero pensiero, così come garantito dalla nostra Costituzione e dalla carta dei diritti universali, accettata anche dall’Italia. Lo dico per evitare che i soliti “benpensanti”, spesso con la coda di paglia, ritenendosi offesi, partano con una denuncia nei miei confronti. Infatti io sono convinto che quando qualcuno è rimasto deluso da questa giustizia e lo manifesta pubblicamente, una parte del nostro sistema (politici, giornalisti, magistrati, ecc.) si affretta subito ad alzare una cortina di difesa, magari richiamando il sicuro eroismo di magistrati come Falcone e Borsellino (dimenticando anche quanto questi siano stati in vita ostacolati da una copiosa parte della politica, dei giornalisti e della magistratura stessa). Fortunatamente anche oggi ci sono magistrati come ad esempio Nicola Gratteri e sicuramente tanti altri che, con la loro professionalità  e la loro dedizione alla giustizia, fanno onore alla magistratura italiana (purtroppo però secondo me ancora poco ascoltati dai nostri politicanti, che per farsi belli pubblicamente li propongono come riferimento, salvo poi continuare a fare come prima, magari peggio di prima e senza di fatto ascoltarli minimamente).

I problemi ovviamente sono tanti e sicuramente di difficile soluzione, ma se non si comincia ad analizzarli per quello che sono, difficilmente si potrà arrivare a una qualche soluzione.

Prima di proseguire, a scanso di equivoci, io voglio riaffermare con chiarezza che le mie non sono denunce a qualcuno in particolare ma delle manifestazioni di pensiero.

 

Premesso questo, mi domando perché il sistema giudiziario italiano è così farraginoso, pieno di norme, adempimenti burocratici, formalità, contraddizioni, iter a dir poco cervellotici.

Io penso che questo sistema è tale perché fa comodo ai potenti di turno che, approfittando di questo pantano, continuano a fare quello che vogliono.

Chi ci rimette ovviamente è chi, non avendo “le conoscenze giuste” né i mezzi finanziari per ottenerle, è costretto a subire continui soprusi e a spendere cifre incredibili senza avere reali alternative e mezzi di difesa.

Adesso tutti i famosi benpensanti (o con la coda di paglia, fate voi) ci diranno che in Italia la giustizia funziona abbastanza bene e al più, se anche qualcosa non dovesse essere perfetto, non è colpa dei magistrati ma di altri fattori esterni non dipendenti da loro e che comunque la cosa fondamentale è che in Italia “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” e tutti i giudici sentenziano “IN NOME DELLA LEGGE”.

Preciso che anche io sono convinto che, come già detto, ci sono tanti magistrati che onorano la loro toga e che se il sistema fa acqua da tutte le parti non può certo essere solo colpa dei magistrati. Vorrei solo che quando si parla di rapporto fra magistrati, politica e cittadini, non ci fossero delle divisioni radicali, cioè a favore dell’uno o dell’altro, ma si cercasse di individuare le cose che non funzionano e, se veramente si vuole, tentare di trovare delle soluzioni.

Io penso che tutti possiamo concordare con il fatto che il livello di democrazia di una nazione si misura anche dal livello di giustizia che questa riesce ad esprimere. Infatti penso possiamo concordare che nelle dittature o nei paesi coinvolti in guerre interne, il livello di giustizia è in generale molto basso o assente del tutto.

Certo in Italia al momento non c’è una guerra e oggettivamente non si può paragonare la nostra giustizia a quella di quei paesi dove regna un caos permanente e dove i soprusi dei potenti hanno sicuramente esiti molto gravi per quelle popolazioni, travolte da continue tragedie.

Torniamo a casa nostra per cercare di tenere un livello accettabile di discussione, anche in virtù di quanto ho detto in premessa, cioè rispettare l’ipotesi di analizzare i problemi, cercare di individuarne le cause e proporre rimedi accettabili.

Secondo me in Italia, a tutti i livelli di dirigenza pubblica, nessuno risponde delle proprie azioni né in pratica paga per eventuali suoi errori (salvo casi eccezionali ed eclatanti, per i quali bisognerebbe analizzare il proseguo di un'eventuale “punizione” in prima istanza, magari sotto la spinta dei media e dell’opinione pubblica, per vedere se dopo qualche tempo i personaggi incriminati tornano alla dirigenza di un’altra struttura, magari con conseguente promozione, alla faccia di tutte le persone perbene).

 

Avrò modo a breve di esplicitare le mie esperienze per far capire a chi lo vorrà cosa può accadere in Italia e come di fatto si debbano subire le prepotenze dei potenti di turno aspettando una giustizia per anni e costretti nel frattempo a spendere tanti soldi per gli avvocati, quando in realtà gli atti parlano chiaro e avrebbero dovuto risolvere le controversie in brevissimo tempo.

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