{"id":203,"date":"2017-07-04T13:22:45","date_gmt":"2017-07-04T13:22:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piodefalco.it\/blog\/?p=203"},"modified":"2017-07-21T15:17:49","modified_gmt":"2017-07-21T15:17:49","slug":"lavoro-quali-sono-le-regole-giuste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piodefalco.it\/blog\/lavoro-quali-sono-le-regole-giuste\/","title":{"rendered":"Lavoro: regole, s\u00ec, ma quali sono quelle giuste?"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-203\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-203-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-203-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-203-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div class=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\">\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p style=\"text-align: justify;\">Prima di evidenziare le varie differenze da analizzare nel concetto di lavoro, vorrei esporre la mia convinzione del perch\u00e9 ce n\u2019\u00e8 poco in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr style=\"height: 16px;\">\n<td style=\"background-color: #fc7e00; height: 16px; text-align: center; width: 613px;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #ffffff;\"><strong>UN SISTEMA SENZA REGOLE<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019espansione e l\u2019affermazione sempre pi\u00f9 profonda in occidente (e non solo) di un sistema liberista selvaggio, senza cio\u00e8 delle regole, ha fatto s\u00ec che la produzione si \u00e8 spostata verso quei Paesi che offrivano (ed offrono) mano d\u2019opera a prezzi molto bassi, approfittando della miseria di queste popolazioni e della loro assoluta necessit\u00e0 di lavorare anche a condizioni infami in quanto per loro motivo di sopravvivenza; se a questo aggiungiamo il fatto non trascurabile che in questi paesi i diritti in generale e in particolare quelli dei lavoratori sono pressoch\u00e9 inesistenti, \u00e8 facile capire il motivo per cui molte imprese spostano la loro produzione dall\u2019occidente (e dall\u2019Italia nel caso di studio) verso tali paesi, anche agevolati da costi e tempi di trasporto delle merci sempre pi\u00f9 ridotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora non mi sento di dare tutte le colpe agli imprenditori che si comportano cos\u00ec, perch\u00e9 anche loro devono fare i conti con la realt\u00e0 del mercato, pena la chiusura delle loro aziende. Proviamo ad analizzare infatti questo sistema \u201csenza regole\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendiamo ad esempio un imprenditore che produce in Italia un determinato prodotto finito, che con il nostro costo del lavoro, la burocrazia, le tasse, ecc. ha un costo X tale da dover proporre in vendita il proprio bene ad un prezzo Y, ammettendo in questa ipotesi di studio che sia un imprenditore corretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo stesso soggetto, affinch\u00e9 sia un bravo imprenditore, deve cercare di avere un prodotto sempre pi\u00f9 performante e affidabile, ma deve anche guardare e cercare di anticipare la concorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le regole sono tali per cui un suo concorrente pu\u00f2 andare a produrre lo stesso tipo di prodotto in altro sito in uno di quei Paesi di cui sopra, con il rischio quindi per lui di non avere a breve un prezzo conveniente per il proprio prodotto rispetto al suo concorrente e, di conseguenza, il rischio di dover chiudere la propria azienda, \u00e8 (dal suo punto di vista) giustificabile il voler anticipare tale evenienza spostando la produzione fuori dall\u2019Italia prima del suo concorrente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente io ho parlato di un imprenditore \u201ccorretto\u201d, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 poi sempre \u201cil furbetto\u201d che pensa \u201cchiudo la produzione in Italia, vado a produrre all\u2019estero per poi vendere in Italia e guadagnare molto di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr style=\"height: 16px;\">\n<td style=\"background-color: #fc7e00; height: 16px; text-align: center; width: 613px;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #ffffff;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt;\">CONSEGUENZE DI QUESTA \"STRATEGIA DI MERCATO\"<\/span><\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>La ricchezza si concentra nelle mani di pochi<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero che chi ha adottato questa \"strategia\" all\u2019inizio della liberalizzazione dei mercati ha avuto ragione (grazie anche alla complicit\u00e0 dei vari governi che si sono succeduti che non hanno saputo prevenire questo fenomeno), oggi questo \u00e8 sicuramente un ragionamento che non tiene pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I lavoratori dipendenti infatti, che tipicamente hanno una propensione alla spesa maggiore di chi ha un reddito molto alto (verso cui si sposta la ricchezza), a causa di questo meccanismo perdono il lavoro, quindi il reddito, ed avendo meno soldi in tasca spendono di meno, la domanda di beni e consumo si contrae e di conseguenza diminuisce per forza l\u2019offerta, portando cos\u00ec ad una contrazione dei prezzi (con un rischio di deflazione) e\/o ad una ulteriore diminuzione della produzione e quindi del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>La mentalit\u00e0 dell'usa e getta<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo per il nostro sistema, non \u00e8 solo la produzione ad essere diminuita ma anche e principalmente l\u2019assistenza e la manutenzione dei prodotti, in particolare di quelli nella fascia di prezzi bassi e medi, che per\u00f2 hanno una percentuale nel venduto molto significativa, portando alla drammatica situazione \u201cusa e getta\u201d che rappresenta a mio avviso il fallimento dell\u2019economia di mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa accade infatti?<\/p>\n<p>Prima si produce in paesi esteri sfruttando lavoratori resi schiavi (o quasi) a causa della loro miseria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi si vendono i prodotti a prezzi \u201cstracciati\u201d in Italia e in occidente in generale, impedendone di fatto la commercializzazione ai piccoli imprenditori e commercianti che prima lo facevano in virt\u00f9 di una ramificazione sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti prima la vendita era distribuita su tanti rivenditori che, in virt\u00f9 della propria professionalit\u00e0 offrivano anche un supporto tecnico sui prodotti trattati. Oggi invece poche multinazionali, basandosi sul numero elevato del venduto, possono permettersi margini irrisori e avere comunque un grosso guadagno, a scapito dei piccoli commercianti, che non avendo gli stessi numeri non possono permettersi margini di guadagno cos\u00ec piccoli e sono quindi costretti a chiudere, con conseguente ulteriore spostamento della ricchezza a carico di pochi (che si arricchiscono sempre di pi\u00f9).<span style=\"color: #008000;\"><br \/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando poi questi prodotti presentano un guasto, anche piccolo e che potrebbe essere riparato con poco, non essendo rese disponibili le parti di ricambio (o essendo queste esageratamente costose), si \u00e8 costretti a gettare il prodotto e acquistarne uno nuovo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec facendo, si elimina la possibilit\u00e0 di lavoro per tanti tecnici\/riparatori e contemporaneamente si perpetua un inutile sfruttamento del sottosuolo per estrarre la materia prima nonch\u00e9 una enorme produzione di rifiuti con conseguente aumento dei problemi di smaltimento degli stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr style=\"height: 16px;\">\n<td style=\"background-color: #fc7e00; height: 16px; text-align: center; width: 613px;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #ffffff;\"><strong>COSA FARE<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo se condividete queste mie definizioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un sistema a economia di mercato, <strong>imprenditore<\/strong> \u00e8 colui che investe proprie risorse in attesa e nella speranza di interessi futuri, per il bene proprio e del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lavoratore dipendente<\/strong> \u00e8 colui che offre il proprio lavoro in cambio del proprio stipendio o salario, per il bene proprio e del sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi c\u2019\u00e8 il <strong>padrone<\/strong>, che \u00e8 un detentore di potere, cio\u00e8 colui che direttamente o indirettamente fa fare ad altri qualcosa che probabilmente non avrebbero fatto. Pertanto, a mio avviso, padrone \u00e8 chiunque (azienda, sindacato, associazione, partito politico, media, ecc.) condizioni gli altri per \u201cindirizzarli\u201d in base ai propri interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una definizione dobbiamo spenderla anche, specialmente in Italia, ai cos\u00ec detti \u201c<strong>prenditori<\/strong>\u201d (il termine fu coniato mi sembra da Crosetto), cio\u00e8 a mio avviso tutti coloro che investono risorse di altri nella quasi sicurezza di interessi futuri, per il bene proprio e la disfatta del sistema (amici degli amici, furbetti del quartierino, false cooperative, \"immanicati\" vari, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>PRIMA PROPOSTA<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo ad immaginare una semplice legge (magari Europea) vincolante per tutti i paesi aderenti (ovviamente questo \u00e8 solo un esempio che per\u00f2 vuole essere indicativo):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>\u201cper ogni bene venduto all\u2019interno della comunit\u00e0 devono essere rese disponibili tutte le parti di ricambio che lo compongono e vendute separatamente ad un prezzo tale per cui la somma dei prezzi delle parti di ricambio non pu\u00f2 essere superiore al prezzo di vendita del prodotto finito; si ammette una maggiorazione per singola fornitura per spese di imballaggio e spedizione che non potr\u00e0 essere superiore al 10% con un minimo di 10 euro\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a pensare a cosa succederebbe nel mercato in seguito all'emanazione di una siffatta legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immagino che per prima cosa i grandi produttori che hanno basato il loro business sul gran numero di prodotto venduto con piccoli margini, anche a causa della quasi irreparabilit\u00e0 dei prodotti stessi, dovrebbero cambiare la propria strategia. Infatti la aumentata possibilit\u00e0 di riparazione dei prodotti ridurrebbe di fatto il numero di vendite di questi modificando l\u2019equilibrio iniziale. La risposta potrebbe essere aumentare il prezzo del prodotto cos\u00ec da avere un margine maggiore in modo da compensare la riduzione dei guadagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 naturalmente immaginando una classe politica non cialtrona che non permetterebbe giochini tipo \u201calzo il prezzo di listino del prodotto e stilo la lista dei singoli prezzi in virt\u00f9 di questo, poi vendo i ricambi senza sconti e i prodotti finiti con sconti enormi\u201d, altrimenti, \"signori miei\" (come direbbe qualcuno oggi molto in voga) \u00e8 chiaro che se facciamo la legge e subiamo l\u2019inganno non arriviamo da nessuna parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcuno potrebbe dire \u201cattenzione, cos\u00ec facendo potrebbero aumentare i prezzi di molti prodotti con conseguente aggravio della nostra gi\u00e0 grave situazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizziamo questa ipotesi: l\u2019aumento dei prezzi di vendita di un prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 vero che nell\u2019immediato si potrebbe avere un ulteriore aggravio della situazione economica, in particolare delle fasce meno abbienti (che comunque nel breve periodo potrebbe essere reso nullo da un intervento mirato di economia politica a livello macro e\/o micro economico), ma l\u2019aumento dei prezzi stimolerebbe la produzione interna perch\u00e9 con prezzi di vendita pi\u00f9 alti diventa conveniente (o meglio fattibile) per gli imprenditori locali produrre in loco; questo porterebbe a nuove assunzioni con un aumento del reddito globale dei cittadini i quali, spendendo di pi\u00f9, incrementerebbero il PIL contribuendo a un circolo virtuoso. Da considerare poi anche l\u2019aumento di produzione dovuta alla realizzazione anche dei ricambi, che potrebbe essere distribuita da piccoli produttori\u00a0 dislocati in tutto il\u00a0 paese in modo da distribuire meglio la domanda di lavoro. Non dimentichiamoci poi della notevole riduzione di rifiuti data dall\u2019aumento delle riparazioni che porterebbe a una minore spesa per lo smaltimento e alla salvaguardia concreta dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>SECONDA PROPOSTA<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamone un\u2019altra, magari vincolante per tutti i paesi occidentali:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>\"ogni bene e prodotto ha libera circolazione fra gli stati purch\u00e9 gli stessi accettino regole comuni; nel caso in cui lo stato produttore non accetti o non rispetti in toto le regole stabilite, dovranno essere applicate sulle merci delle quote percentuali (contributi di solidariet\u00e0) che non potranno essere inferiori al \"\u2026\u2026 %\" del prezzo di vendita\".<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa sarebbe una legge a favore della vera economia di mercato e dei veri imprenditori che ne trarrebbero un vantaggio e una relativa sicurezza. E\u2019 chiaro a tutti che in un sistema di pari regole, sicuramente rispettate dalla maggioranza, gli imprenditori onesti e conseguentemente i lavoratori dipendenti potrebbero tornare a lavorare in un sistema dove esistono i pi\u00f9 bravi e i meno bravi (la concorrenza leale) e non pi\u00f9 \u201ci furbi\u201d e \u201ci coglioni\u201d, e cito a tal proposito una mia massima \u201cin un mondo di furbi il non furbo \u00e8 un coglione; in un mondo di giusti \u00e8 il furbo che diventa coglione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio precisare che non sto assolutamente parlando di dazi o quant\u2019altro perch\u00e9 io non sto immaginando di porre dei paletti a chi, pi\u00f9 bravo o pi\u00f9 capace, riesce a proporsi meglio degli altri sul mercato, sto solo parlando di regole certe e chiare per tutti (diritti dei lavoratori, smaltimento rifiuti, rispetto ambientale, sistema fiscale, chiarezza delle etichette dei prodotti, tracciabilit\u00e0, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Adesso ci sar\u00e0 chi mi dir\u00e0 che in Italia dobbiamo privilegiare il lavoro altamente specializzato e non metterci in concorrenza con chi produce a basso costo prodotti di largo consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma voglio invitarvi a considerare che il lavoro \u201caltamente specializzato\u201d rappresenta solo una piccola quota del lavoro totale, pertanto, considerato che questo discorso varrebbe anche per gli altri paesi sviluppati (Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Grecia, ecc.), mi sembra altamente improbabile riuscire ad avere una larga occupazione; naturalmente che ben venga il lavoro delle nostre imprese ad alta tecnologia, perch\u00e9 sono un fondamentale \u201cbiglietto da visita\u201d per la reputazione dell\u2019Italia all\u2019estero, oltre al fatto che impiegano della mano d\u2019opera altamente qualificata e quindi un fatto comunque positivo e da incrementare, ma non basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi mi si dir\u00e0: ottimizziamo e qualifichiamo il nostro immenso patrimonio ambientale, storico, culturale, artistico ed archeologico, cos\u00ec da produrre ulteriori posti di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono assolutamente d\u2019accordo, ma bisogna essere realisti: per fare un lavoro proficuo in tal senso, \u00e8 necessario modificare strutturalmente l\u2019attuale organizzazione pubblica, sia dei lavoratori dipendenti che dei dirigenti. E\u2019 inoltre indispensabile prendere atto che da un lato la politica (o meglio la partitica) e dall\u2019altro organizzazioni varie (legali e non) hanno praticamente il controllo dei vari territori e siti di interesse storico, artistico e archeologico, e che, con vantaggi diretti o indiretti, hanno \u201clottizzato\u201d gli stessi in modo molto profondo; in definitiva il discorso va bene, sarebbe una strada sicuramente percorribile, ma bisogna essere consapevoli che non \u00e8 una cosa cos\u00ec semplice anzi, a mio avviso, \u00e8 estremamente difficile da realizzare, se non si \u00e8 convinti di dover prendere decisioni molto coraggiose, in tutti i sensi. Naturalmente anche questo che ben venga, comporter\u00e0 sicuramente dei grossi sacrifici e delle scelte politiche estremamente coraggiose, necessariamente supportate da un largo consenso tra i cittadini, ma potrebbe portarci anche grandi soddisfazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><strong>DUE PAROLE SULL'AUTOMAZIONE<br \/><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una considerazione vorrei farla per quanto riguarda il futuro del lavoro manuale che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 sostituito dai robot e dalla automazione in generale. Sia chiaro che io considero\u00a0fondamentale il progresso tecnologico che, se usato in modo corretto, non pu\u00f2 che portare benefici al sistema. Ma \u00e8 proprio questo il punto: come verranno utilizzate queste tecnologie?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facciamo un esempio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due aziende, che chimeremo A e B, producono lo stesso macchinario, sono in concorrenza tra loro e riescono a vendere tutti i prodotti costruiti in quanto venduti a un prezzo equivalente e con caratteristiche compatibili tra loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo che entrambe le aziende occupino 1000 operai e producano 1000 macchinari in un mese, con un\u2019incidenza di costo per mano d\u2019opera di 3000 euro, altri 1000 euro di costi generali e 1000 euro di materiale, che porta il costo unitario di produzione di ogni attrezzo a 5000 euro; le aziende poi decidono di rivendere il prodotto a 6000 euro (i numeri sono esclusivamente da esempio).<\/p>\n<p>Immaginiamo inoltre che il mercato richieda solo questa quantit\u00e0 di prodotti (2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un certo punto l'azienda A decide di acquistare dei robot con un investimento di 6 milioni di euro, da ammortizzare in cinque anni, pari quindi a 1,2 milioni all\u2019anno, oltre ai costi finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginiamo che l\u2019acquisto di tali robot automatizzi il processo di assemblaggio al punto che siano sufficienti, per produrre le stesse mille attrezzature al mese, 500 operai. Automaticamente l\u2019incidenza della mano d\u2019opera sul costo del prodotto si dimezza, diventando pari a 1500 euro che, sommati ai 100 euro di costo aggiuntivo per i\u00a0 robot, porta il costo da 5000 euro a circa 3600 euro<span style=\"color: #008000;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSA FA L\u2019IMPRENDITORE?<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Decide di mettere a casa i 500 dipendenti in esubero e guadagnare di pi\u00f9.<\/li>\n<li>Decide di raddoppiare la produzione per continuare a tenere tutti gli operai.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizziamo le due ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel primo caso ci sarebbero 500 persone a casa senza stipendio con chiare ripercussioni negative sia per le famiglie coinvolte, che si troverebbero con uno stipendio in meno, sia per il sistema in quanto queste stesse famiglie, non potendo pi\u00f9 contare su quell\u2019entrata, spenderebbero di meno, danneggiando di fatto il sistema economico che si basa su offerta e domanda (meno soldi disponibili portano a meno spesa che si materializza con meno vendita di prodotti che qualcun altro produce e vende).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo caso tutti i 1000 dipendenti manterrebbero il loro posto ma l\u2019impresa, per poter vendere pi\u00f9 attrezzature, deve abbassare il prezzo di vendita del prodotto e vincere la concorrenza dell\u2019azienda B che produce lo stesso prodotto (venduto, lo ricordiamo, a 6000 euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nell\u2019ipotesi che tutte le 2000 attrezzature siano vendute e quindi ci sia un equilibrio nell'azienda A, considerato che il mercato richiedeva in totale 2000 pezzi di quella tipologia di prodotto, \u00e8 evidente che l\u2019impresa B, che avrebbe dovuto vendere le altre 1000 attrezzature richieste dal mercato, chiude e i suoi 1000 operai vanno a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare ci\u00f2, l'azienda B deve anch'essa ridurre il costo di produzione per poter vendere il proprio prodotto a un prezzo pari a quello dell'azienda A. Pu\u00f2 quindi decidere o di fare anch'essa l\u2019investimento in robot o produrre in paesi dove il costo della mano d\u2019opera \u00e8 molto pi\u00f9 basso (ma questo \u00e8 un discorso diverso gi\u00e0 precedentemente affrontato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginando che decida di introdurre i famosi robot in modo da avere un minor costo di produzione e di tenere la propria forza lavoro, dovrebbe anch\u2019egli raddoppiare il numero di attrezzature prodotte e il mercato si troverebbe ad avere il doppio di quei prodotti rispetto a quanti ne potrebbe consumare. Questi risulterebbero invenduti ed entrambe le aziende si troverebbero nei guai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MORALE: I CONTI CONTINUANO A NON TORNARE!!!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COSA FARE? SMETTERE FORSE DI MIGLIORARE LA TECNOLOGIA E RESTARE ARRETRATI?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 detto, io ritengo che non sia assolutamente pensabile n\u00e9 giusto bloccare l\u2019avanzamento delle nuove tecnologie in quanto, se bene usate, possono portare solo dei benefici a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo all\u2019esempio precedente e immaginiamo una terza ipotesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due aziende acquistano entrambe i robot, riducono il costo di mano d\u2019opera solo nella misura del maggiore costo per anno dovuto all\u2019acquisto dei robot pi\u00f9 una piccola parte atta a rendere comunque vantaggioso il nuovo investimento, ma mantengono invariato il prezzo di vendita del prodotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell'esempio, il costo della manodopera per pezzo era di 3000 euro, pertanto, ipotizzando una spesa aggiuntiva dovuta all'acquisto dei robot di 100 euro e di ulteriori, ad esempio, 200 euro di ritorno dell'investimento, le aziende dovrebbero spendere per manodopera 2700 euro mensili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conseguenza di ci\u00f2 \u00e8 che i lavoratori lavorerebbero per meno ore guadagnando poco di meno, oppure si potrebbe riallocare una parte di eccedenza di operai nelle aziende che producono i robot, mantenendo\u00a0invariato il livello retributivo di chi resta, pur lavorando meno, e l\u2019azienda si troverebbe comunque ad avere un guadagno superiore, seppure di poco, rispetto alla precedente situazione (cio\u00e8 il proprio investimento verrebbe comunque premiato).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ragionamento \u00e8 assolutamente fatto con dei numeri che quasi sicuramente non corrispondono a quelli reali, ma \u00e8 il concetto che mi interessa ribadire, che \u00e8 appunto quello descritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 comunque da dire che questo mio ragionamento vale solo se si considera il discorso a livello macroeconomico, di sistema, \u00e8 ovvio che se fosse applicato solo a poche realt\u00e0 lasciando invariato le altre, la cosa non potrebbe mai funzionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti il mio concetto \u00e8 aumentare la tecnologia a favore di una diminuzione generalizzata delle ore lavorate da tutti, altrimenti, se limitata a poche realt\u00e0, \u00e8 facile immaginare come i pochi fortunati dipendenti che si troverebbero a lavorare per meno ore a parit\u00e0 di stipendio, o quasi, potrebbero decidere di fare un secondo lavoro per guadagnare ancora di pi\u00f9, ma in quel caso a danno di altri lavoratori che non potrebbero occupare quei posti, rendendo quindi il sistema da virtuoso a vizioso e peggiorando la situazione generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E' evidente che il ragionamento su esposto non vale nel momento in cui un determinato articolo viene prodotto da pochissime aziende nel mondo, perch\u00e9 in tal caso queste monopolizzerebbero la produzione spostandola sicuramente laddove la manodopera ha un costo irrisorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per evitare ci\u00f2, i governi di tutti gli stati democratici dovrebbero intervenire con opportuni provvedimenti atti ad impedire queste situazioni di monopolio, a difesa del lavoro dei propri cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta non sto parlando di dazi ma di politica che intervenga per impedire che pochi elementi gestiscano immensi fatturati diventando gestori di un potere assoluto con capacit\u00e0 di indirizzare direttamente o indirettamente le politiche dei vari governi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, io penso che ogni cosa deve esse fatta con criterio e tenendo presente quello che \u00e8 il risultato finale che, nel caso specifico, a mio avviso, \u00e8 che bisogna operare per un interesse comune e cio\u00e8 per il bene sia per i lavoratori dipendenti che per gli imprenditori, senza che nessuna delle due parti \u201cfaccia il furbo\u201d, solo con questo equilibrio il sistema pu\u00f2 continuare a funzionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo naturalmente vuole essere solo l\u2019inizio, speriamo di poter coinvolgere altri cittadini che con critiche e\/ o nuove auspicabili proposte, possano contribuire a quanto mi sono proposto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima di evidenziare le varie differenze da analizzare nel concetto di lavoro, vorrei esporre la mia convinzione del perch\u00e9 ce n\u2019\u00e8 poco in generale.\u00a0UN SISTEMA SENZA REGOLEL\u2019espansione e l\u2019affermazione sempre&#8230; 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